Como per l'ospedale di "lui-Sudan del SuD"

Nell’agosto 2019, a Lui, in Sud Sudan, la scuola per ostetriche è ripartita, grazie alla rinnovata collaborazione tra il Ministero della Salute nazionale e Medici con l’Africa Cuamm ed anche grazie alla generosità della cittadinanza della provincia di Como, tra cui i lettori de “Il Settimanale”. Presente all’inaugurazione il ministro della salute sud sudanese Riek Gai Kok insieme alle autorità locali, oltre allo staff di Medici con l’Africa.

La ripresa delle attività della scuola per ostetriche ha un valore simbolico e pratico molto importante per lo sviluppo del Sud Sudan: un paese che negli ultimi anni ha sofferto per l’instabilità politica, gli scontri interni e la crisi alimentare. Ad oggi in Sud Sudan muoiono di parto 789 donne (in Italia 10, secondo ultime stime) ogni 100.000 nuovi nati, anche perché c’è appena un’ostetrica ogni 20.000 donne che partoriscono.

La scuola per ostetriche è uno strumento di sviluppo e di pace, perché forma donne e uomini provenienti da tutto il paese: contribuisce a creare nuovo personale sanitario e favorisce il dialogo tra gruppi diversi, in una nazione ancora molto divisa. Questo è il secondo ciclo di studi: il primo, durato tra il 2014 e il 2017 è stato complesso, ma fruttuoso, per questo si è insistito per cercare i fondi per continuare questa esperienza, nonostante le difficoltà. Nel 2015 è stato necessario far sfollare gli studenti da Lui a Juba, la capitale, per sfuggire agli scontri armati in loco. Medici con l’Africa non ha abbandonato la postazione e tutti gli studenti di quel primo corso oggi lavorano, distribuiti in tutto il paese. È un segnale di speranza importante.

 

LA SCUOLA OSTETRICHE DI LUI

Sono 20 gli iscritti alla scuola ostetriche di Lui: 12 uomini e 8 donne, di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Stanno già seguendo i corsi teorici a Lui da aprile 2019 e hanno iniziato il primo tirocinio pratico nell’ospedale collegato alla scuola, gestito dal 2009 da Medici con l’Africa. Seguiti quotidianamente dalla preside e da due tutor della scuola, in ospedale gli studenti lavorano fianco a fianco con i medici e gli operatori dell’organizzazione, mettendo in pratica nel lavoro quanto appreso in aula e imparando ulteriormente.

Il supporto garantito da Medici con l’Africa, anche con altri donatori privati, permette di assicurare agli studenti vitto e alloggio e di sostenere le attività didattiche e i costi di gestione e manutenzione della struttura scolastica.

LA SITUAZIONE IN SUD SUDAN

Il neonato Stato del Sud Sudan, proclamato nel luglio 2011, sta pagando la sua indipendenza dal Nord con continue tensioni e guerriglie. Il paese sta vivendo un periodo di forte instabilità interna, privo di strutture e forze. La popolazione è seminomade e non abituata a ricevere servizi e cure.

Dal 2013 i continui scontri nel giovane stato del Sud Sudan hanno costretto gran parte della popolazione a cercare rifugio lontano dalle proprie abitazioni. Da quando, a settembre 2015, un’escalation di violenza ha coinvolto anche la contea di Mundri East, dove ha sede l’ospedale di Lui, Medici con l’Africa ha deciso di rimanere e di continuare a lavorare con le autorità locali, per garantire lo svolgimento delle attività sanitarie e offrire assistenza umanitaria agli sfollati.

Di fronte a questa grave crisi umanitaria, è stato realizzato inoltre un intervento rivolto sia alle comunità sia alle unità sanitarie della contea. Un team composto da personale europeo e da personale dell’ospedale di Lui, vaccinatori e operatori delle unità sanitarie locali, hanno realizzato delle campagne di cliniche mobili(outreaches) per portare agli sfollati beni di prima necessità e coinvolgerli in sedute di educazione sanitaria, vaccinazioni e screening dello stato nutrizionale, in particolare dei bambini

 

L’ospedale di Lui è l’unico ospedale di riferimento per una popolazione stimata di 179.000 persone, distribuite su un’area rurale molto ampia. È una struttura pubblico-privata appartenente alla Chiesa Episcopale, gestita dal 2009 da Medici con l’Africa, in coordinamento con il Ministero della sanità Sud Sudanese.

Negli ultimi anni OCHA (Ufficio di Coordinamento per gli Affari Umanitari delle Nazioni Unite) è arrivata a definire la popolazione dell’area di Lui come “interamente sfollata”, perché costretta regolarmente ad abbandonare la propria casa per sfuggire ad un conflitto a bassa tensione che dura dal 2013. L’ospedale di Lui non ha mai smesso di funzionare ed è anche stato rifugio per numerose famiglie sfollate, che nei momenti di crisi acuta sono state ospitate anche nelle strutture della scuola per ostetriche.

Nel 2018, l’ospedale e le strutte sanitarie periferiche collegate hanno garantito quasi centomila visite ambulatoriali, oltre settemila visite prenatali e quasi 1.200 parti assistiti.

Medici con l’Africa è presente in Sud Sudan con 155 operatori di provenienza internazionale e 1.500 sud sudanesi, in 145 strutture sanitarie, di cui cinque ospedali. Ha garantito nel 2018 oltre 81.000 visite prenatali e 20.000 parti.

Medici con l’Africa Como onlus ha sottoscritto l’impegno a contribuire con ventimila euro, minimo, per tre anni ed il 2020 sarà il secondo di questo triennio, grazie a voi.

 

Novembre 2019

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