Vaccinazioni in Africa: la situazione

Nel numero del 4 settembre 2021 di Lancet, è apparso un articolo a nome di Sara Jervings, ove si affronta la situazione precaria dello stato di vaccinazioni anti COVID 19 in Africa.

L’iniziativa dell’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la distribuzione ed equo accesso ai vaccini nei paesi poveri e disagiati (COVAX) aveva inviato, dopo due mesi dall’inizio vaccinazioni nel Regno Unito, 600 mila dosi in Ghana ed era febbraio 2021, mese in cui 10 paesi contavano circa il 75% delle dosi somministrate nel mondo intero (quasi 200 milioni).

COVAX ha dovuto fare le spese col principale fornitore di vaccini (Serum Institute of India) bloccato dallo stesso governo indiano.

Seguivano mesi di fornitura carente od esigua sino a luglio. Le dosi donate hanno cominciato ad arrivare a milioni, poiché i paesi ad alto reddito, che avevano già vaccinato proporzioni sostanziali delle loro popolazioni, hanno iniziato ad allentare leggermente la presa sulle forniture globali. Anche così, solo il 2,5% della popolazione complessiva in tutta l'Africa è completamente vaccinata.

Ora, l'Ufficio regionale per l'Africa dell'OMS mira a vaccinare circa il 40% della popolazione del continente entro la fine del 2021. Ciò richiederebbe fino a 793 milioni di dosi in più rispetto ai 129 milioni che sono già stati ricevuti. Questo traguardo è praticamente irraggiungibile entro ottobre (fonte Shabir Mahdi Università di Johannesburg) anche a fronte del triplicarsi del numero delle vaccinazioni nelle ultime settimane. 

(continua sotto)

Shadow on Concrete Wall
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Alcuni paesi africani hanno assicurato dosi di vaccino di Sinopharm e Sinovac o Sputnik V della Russia su base bilaterale, permettendo livelli più elevati di vaccinazione. Ad esempio, il Marocco ha completamente vaccinato il 39% della sua popolazione e le Seychelles hanno vaccinato il 71%. Ma altri sono molto indietro. Tra i diversi, che hanno vaccinato meno dello 0,1%, Burkina Faso, Guinea Bissau, Camerun, Ciad, RD del Congo: sia per dubbi sul tipo di vaccino (AstraZeneca, soprattutto), sia per carente programmazione, sia per diffidenza sull’esistenza stessa del COVID, come nel caso del defunto presidente del Tanzania.

Entro la fine anno, con nuovi arrivi da COVAX e da USA, sarebbe consentita la copertura di almeno il 25% della popolazione africana ed anche l’Unione Africana ha sottoscritto un accordo per la produzione del vaccino Johnso&Johnson in Sudafrica, con notevole incremento delle forniture vaccinali. Non mancano dallo scenario di offerenti la Cina.  

Infine, nell’articolo, si richiama alla memoria di tutti, attraverso la voce di Medici senza Frontiere, che i vaccini, pur se giungessero in quantità enormi contemporanemente, metterebbero in difficoltà le già carenti strutture di stoccaggio: trasformare un vaccino in una vaccinazione richiede risorse economiche umane e tempo. Lo ricorda anche il summenzionato prof Mahdi: "Penso che i paesi sottovalutino la quantità di risorse che saranno necessarie per aumentare effettivamente la vaccinazione ai tassi che sarebbero necessari per arrivare a quella soglia del 40% entro la fine dell'anno”.

all’articolo

The long road ahead for COVID-19 vaccination in Africa - The Lancet