dalla parte dei più fragili

La Medicina di Base da tempo è la più vicina alle persone più fragili: il medico di famiglia vede tra i suoi compiti quello dell'ascolto e dell'accompagnamento tra i meandri, a volte incomprensibili, della sanità attuale, soprattutto quando una discriminante sono le possibilità di ricorrere al privato, a pagamento, come sembra aver scelto la Regione Lombardia. I più fragili vedono erodersi le proprie capacità di curarsi perché per ottenere una risposta dal sistema Sanitario bisogna porre mano al borsellino. Molti decidono quindi di rinunciare al trattamento. I Medici di Base sono sempre stati vicini ai propri pazienti, indipendentemente dalle loro capacità di pagare (il nostro è un sistema sanitario che si finanzia con le tasse, ma in regione non sembrano cogliere questo aspetto).

Ora la riforma della riforma del sistema lombardo prevede di affidare anche l'assistenza domiciliare al privato. 

Nel frattempo la pandemia erode con una marea di scartoffie e procedure amministrative il tempo che un medico di famiglia dedica alla assistenza diretta. Chi ne paga le conseguenze? I più fragili, i malati, che, guarda caso, stanno in gran numero tra i meno abbienti. Il dott. Nessi ha scritto una lettera aperta al proprio Presidente dell'Ordine perché si cerchi di porre rimedio almeno al peso amministrativo-burocratico che rischia di far fallire ancora la medicina di base lombarda malmessa già. Pubblichiamo la lettera qui e chi desidera sottoscrivere  può indirizzare una mail a 

letteradottnessi@gmail.com

I PIU' FRAGILI RINGRAZIANO