Sud Sudan: Chiara ed il progetto

«Il Sud Sudan è un paese difficile e l’ho visto con i miei occhi nel corso della mia precedente esperienza sul campo. È molto complesso avvicinare la popolazione, ormai abituata alla guerriglia, alla fame e alla sofferenza: sono esperienze che lasciano il segno. Io però penso che la situazione si possa migliorare, lavorando insieme, partendo dalla salute. Per me è importante mettere a disposizione le mie competenze per migliorare la situazione di chi ha più bisogno».

Questo ci raccontava dalla sua postazione in Sud Sudan Chiara Maretti, ostetrica comasca.

Ad oggi in Sud Sudan muoiono di parto 789 donne (in Italia 10, secondo ultime stime) ogni 100.000 nuovi nati, anche perché c’è appena un’ostetrica ogni 20.000 donne che partoriscono.

Nell’agosto 2019, a Lui, in Sud Sudan, la scuola per ostetriche è ripartita, grazie alla rinnovata collaborazione tra il Ministero della Salute nazionale e Medici con l’Africa Cuamm ed anche 

grazie alla generosità della cittadinanza della provincia di Como e del vicino canton Ticino.

Presente all’inaugurazione il ministro della salute sud sudanese Riek Gai Kok insieme alle autorità locali, oltre allo staff di Medici con l’Africa.

Ad oggi in Sud Sudan muoiono di parto 789 donne (in Italia 10, secondo ultime stime) ogni 100.000 nuovi nati, anche perché c’è appena un’ostetrica ogni 20.000 donne che partoriscono.

Nell’agosto 2019, a Lui, in Sud Sudan, la scuola per ostetriche è ripartita, grazie alla rinnovata collaborazione tra il Ministero della Salute nazionale e Medici con l’Africa Cuamm ed anche 

grazie alla generosità della cittadinanza della provincia di Como e del vicino canton Ticino.

Presente all’inaugurazione il ministro della salute sud sudanese Riek Gai Kok insieme alle autorità locali, oltre allo staff di Medici con l’Africa.

La ripresa delle attività della scuola per ostetriche ha un valore simbolico e pratico molto importante per lo sviluppo del Sud Sudan: un paese che negli ultimi anni ha sofferto per l’instabilità politica, gli scontri interni e la crisi alimentare.

La scuola per ostetriche è uno strumento di sviluppo e di pace, perché forma donne e uomini provenienti da tutto il paese: contribuisce a creare nuovo personale sanitario e favorisce il dialogo tra gruppi diversi, in una nazione ancora molto divisa. Questo è il secondo ciclo di studi: il primo, durato tra il 2014 e il 2017 è stato complesso, ma fruttuoso, per questo si è insistito per cercare i fondi per continuare questa esperienza, nonostante le difficoltà. Nel 2015 è stato necessario far sfollare gli studenti da Lui a Juba, la capitale, per sfuggire agli scontri armati in loco. Medici con l’Africa non ha abbandonato la postazione e tutti gli studenti di quel primo corso oggi lavorano, distribuiti in tutto il paese. È un segnale di speranza importante.

Il supporto garantito da Medici con l’Africa, anche con altri donatori privati, permette di assicurare agli studenti vitto e alloggio e di sostenere le attività didattiche e i costi di gestione e manutenzione della struttura scolastica. Questo oltre a contribuire in maniera sostanziale al budget ospedaliero che si aggira attorno ai settecentomila euro annui.

Il neonato Stato del Sud Sudan, proclamato nel luglio 2011, sta pagando la sua indipendenza dal Nord con continue tensioni e guerriglie. Il paese sta vivendo un periodo di forte instabilità interna, privo di strutture e forze. La popolazione è seminomade e non abituata a ricevere servizi e cure.

Dal 2013 i continui scontri nel giovane stato del Sud Sudan hanno costretto gran parte della popolazione a cercare rifugio lontano dalle proprie abitazioni. Da quando, a settembre 2015, un’escalation di violenza ha coinvolto anche la contea di Mundri East, dove ha sede l’ospedale di Lui, Medici con l’Africa ha deciso di rimanere e di continuare a lavorare con le autorità locali, per garantire lo svolgimento delle attività sanitarie e offrire assistenza umanitaria agli sfollati. L’ospedale di Lui è l’unico ospedale di riferimento per una popolazione stimata di 179.000 persone.

Nel 2018, l’ospedale e le strutture sanitarie periferiche collegate hanno garantito quasi centomila visite ambulatoriali, oltre settemila visite prenatali e quasi 1.200 parti assistiti.
Medici con l’Africa è presente in Sud Sudan con 155 operatori di provenienza internazionale e 1.500 sud sudanesi, in 145 strutture sanitarie, di cui cinque ospedali. Ha garantito nel 2018 oltre 81.000 visite prenatali e 20.000 parti.

Medici con l’Africa Como onlus ha sottoscritto l’impegno a contribuire ogni anno con ventimila euro, minimo, per tre anni ed il 2020 sarà il secondo di questo triennio, grazie a voi.

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