Come previsto, lo scambio di esperienze infermieristiche ha avuto luogo tra ottobre e novembre. Quattro infermiere ugandesi hanno potuto frequentare gli Ospedali di Circolo e Del Ponte di Varese, mentre tre infermiere italiane hanno vissuto un’esperienza parallela nell’ospedale rurale di Saint Luke di Angal, Uganda.

Ospitiamo qui le impressioni, a seguito del viaggio, di Grace Kinyera, capo servizi infermieristici in quel di Angal. Sono la testimonianza di chi si confronta con un mondo profondamente diverso e penso che possano indurre a riflessioni sulla nostra ricchezza spesso misconosciuta. Nella prossima newsletter cederemo la parola alle infermiere italiane

 

"Era il 6 ottobre 2019 quando abbiamo iniziato il nostro viaggio verso l'Europa dall'aeroporto di Entebbe, in Uganda; con me altre tre infermiere del Saint Luke Hospital di Angal, in nome del progetto di gemellaggio tra il nostro ospedale e

quello di Varese, Ospedale di Circolo e Del Ponte.
La nostra esperienza è iniziata incontrando la direzione dell'ospedale varesino e i capi dipartimento; ci siamo presentati tenendo una conferenza sull'ospedale Angal St. Luke, la sua posizione e composizione (ospedale da cui proveniamo).
Nei giorni seguenti abbiamo frequentato i reparti di medicina, chirurgia, malattie infettive e reparti pediatrici. Abbiamo anche visitato l'unità neonatale, la sala risveglio e l'unità di terapia intensiva. Qui abbiamo scoperto che tutto ciò che viene fatto non è altro che CURA INFERMIERISTICA COMPLETA, olistica da parte della squadra infermieristica.

.

Gli infermieri di Angal con la Direzione Infermieristica

Siamo rimasti ovviamente colpiti dalle tecnologie utilizzate in quegli ospedali, alcune veramente esclusive e impensabili attualmente nel nostro ospedale. Non vedevamo l'ora di andare a lavorare ogni mattina, perché ogni giorno era una nuova esperienza da imparare in prima persona per poterle poi insegnare alle mie infermiere a casa. Tra le altre cose da rimarcare, la relazione dei pazienti – infermieri, in tutti i reparti e lo spirito di squadra (per cui gli infermieri si aiutano a vicenda in tutti gli aspetti).

Tutto ciò che viene fatto su un paziente è documentato anche dall'Infermiere, il che è molto importante! Essi si occupano dal momento dell'arrivo fino al momento della partenza dal servizio. Per l'assistenza ai pazienti, l'infermiere fa tutto, ad esempio igiene, preparazione del letto, bagno al letto, alimentazione, trattamento e osservazioni: molto diverso dall'ospedale Angal St. Luke, perché il personale è insufficiente ed i pazienti dovrebbero venire con un assistente, di solito un parente e ci sono moltissimi pazienti. Ciò significa che il rapporto tra pazienti e infermieri ad Angal non è per nulla equilibrato.
L'ospedale di Varese è molto ben organizzato, il che mi ha spinto ancor di più a ritornare e riorganizzare il nostro ospedale. Alcuni mutamenti semplici e non costosi sono già in corso nei diversi dipartimenti. Ad esempio, i reparti maschili, femminili e dei bambini sono già un poco migliori dal nostro ritorno. Come responsabile dei servizi ad Angal ora dedico una settimana intera a lavorare di persona in ciascun dipartimento per annotare le sfide e il buon lavoro svolto dagli infermieri e il modo in cui gestiscono i pazienti. Questo mi ha aiutato a costruire lavoro di squadra, fiducia e autovalutazione tra infermieri e medici.

Tornando all’ospedale di Circolo – VA, ho rilevato come vi sia un sistema ben controllato in materia di farmaci e articoli vari e una disposizione sistematica degli armadi. Ad esempio, i carrelli di emergenza si trovano in tutti i corridoi dei dipartimenti, sono ben organizzati con registri che vengono controllati settimanalmente. E soprattutto, tutto è computerizzato e utilizza robot che svolgono la maggior parte del lavoro di trasporto.
Siamo state assegnate a reparti diversi ogni settimana e alla fine sentivo come se avessimo bisogno di più di tre settimane per un'esperienza così fantastica. Con il passare dei giorni abbiamo imparato cose nuove e nuove tecniche di lavoro. Abbiamo avuto la possibilità di interagire con i pazienti che sembravano soddisfatti di tutte le cure. La sezione pediatrica sembrava essere una zona piacevole per i bimbi, perché sembrava potessero dimenticare facilmente le loro malattie, aiutati con le diverse postazioni di gioco previste per loro. Il fatto che più mi ha impressionato dell'ospedale pediatrico è stata la gestione del dolore. Il modo in cui tutti gli operatori sanitari si prendono cura dei bambini è stato davvero molto emozionante.
Ringraziamo i team leader (Barbara, Daniela, Claudia, Italo e Roberto) e il resto del team per l'organizzazione del nostro soggiorno. Abbiamo apprezzato moltissimo i nostri fine settimana, perché abbiamo potuto fare un tour per l'Italia (Verona, Como, Milano, Venezia e Svizzera, Lugano). Un'ottima esperienza in pochissimo tempo e ci siamo goduti ogni cosa. Ci è piaciuto molto camminare per le strade, avanti e indietro per il lavoro. È stato un piacere conoscere l'università degli infermieri. Ho fatto nuove amicizie ovviamente soprattutto con le infermiere che parlavano inglese.
Sono stata in grado di imparare alcune parole italiane. Mi piace adattarmi e quindi ho imparato le parole comuni usate per capire e poter comunicare. Questo mi ha aiutato molto coi pazienti e le persone che abbiamo incontrato durante le nostre gite. E che dire della cucina? Ogni giorno abbiamo avuto modo di assaggiare qualcosa di nuovo. Il vino italiano era così buono e tutto è stato gustato
moltissimo. Pure i cioccolatini! Non ho potuto evitare di acquistarne e di portarne ai miei figli. Le suore presso cui alloggiavamo mi hanno anche insegnato come preparare alcuni piatti e tutto quello che ho fatto con loro è stato un momento pregnante. 

Ringraziamo il gruppo italiano per i vestiti caldi per il clima che davvero ci ha sorpresi, col freddo a volte insostenibile.

L'autrice della lettera, in uniforme blu, con gli infermieri giunti dall'Italia

Sull’altro versante, Le infermiere italiane appena giunte in Uganda si sono mostrate molto aperte e entusiaste. Spero che abbiano imparato molte cose nuove. Avremo modo di discuterne nelle prossime settimane.
Due suggerimenti: il progetto di gemellaggio è molto valido e coinvolgente e lo raccomanderei soprattutto agli infermieri più giovani, che hanno davanti a sé ancora molto da imparare; in futuro, penso sarebbe molto interessante avere esperienza anche nei reparti di maternità per conoscere da vicino come a Varese gestiscono le madri durante il travaglio.

Concluderei ringraziando entrambi i dirigenti (italiani e ugandesi) per averci permesso di venire a lavorare in Italia finanziando tutti i nostri viaggi, alloggio, alimentazione e benessere preparati per noi. Apprezziamo lo sforzo di interculturalità messo in atto e stiamo trasferendo in pratica tutto ciò che abbiamo imparato dall'ospedale di Varese, trasmettendolo ai nostri compagni di lavoro.

Mi piacerebbe molto tornare e imparare qualcosa in più.
Sarà un grande piacere lavorare di nuovo con voi.
E sostengo fermamente che il progetto di gemellaggio dovrebbe continuare e che possa migliorare nel corso degli anni.
Grazie.

Mrs Nelly Grace Kinyera,

Guida del gruppo e Matron (Caposervizi Infermieristici)

St Luke Hospital
Angal - Uganda

© 2018 by Comocuamm

  • Facebook

Medici con l'Africa Como onlus svolge attività con CUAMM Medici con l'Africa Padova