Discriminazione di migranti

dalla odierna Rassegna Stampa del Corriere di oggi

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Maurizio Ambrosini, docente alla Statale di Milano e studioso delle migrazioni, commentando, sempre su Avvenire, la proclamata «sacralizzazione dei confini», sottolinea che «non ci sono diritti umani o convenzioni internazionali che tengano, di fronte alla volontà di ribadire una pretesa di sovranità assoluta sul territorio. È un’idea e un linguaggio d’altri tempi. Settantacinque anni di faticose conquiste post-belliche hanno gradualmente limitato e controbilanciato la sovranità nazionale, riconoscendo princìpi universali e diritti delle persone, come nel caso dei richiedenti asilo e dei rifugiati, sanciti da convenzioni internazionali che limitano la potestà degli Stati firmatari». Dopo aver ricordato numeri già citati da Alessandro Trocino in questa Rassegna (la stragrande maggioranza dei migranti non arriva con le navi delle ong, l’Italia accoglie meno richiedenti asilo di Germania, Francia e Spagna), conclude: «Il vero problema, e la possibile soluzione, non consiste però nel rimbalzare i profughi da un Paese all’altro, come se fossero rifiuti pericolosi da scaricare nel campo del vicino. Guardiamo alla soluzione introdotta per i profughi ucraini: libertà di circolazione e di insediamento nel luogo di loro scelta. È ingiustificabile la mancata adozione della stessa civile misura per i profughi di altre guerre, ma arrivati dal mare e con la pelle più scura».